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APRILE 2021.
Già! Il concetto, l’idea di costruire un’autostrada, fu anche questa volta di un Italiano e, per la stizza di tanti, di un senatore fascista: il conte Piero PURICELLI, ingegnere milanese. Per il suo lavoro, il re il 21 settembre 1924 inaugurò la prima autostrada per soli automezzi, che andava da Milano a Varese (oggi è l’Autostrada dei Laghi), ad una carreggiata: probabilmente la prima al mondo ideata e riservata per sole auto da una destinazione all’altra (non anche per gare automobilistiche, come in USA, per esempio).
A seguire, la Milano – Bergamo (1927), la Brescia – Padova (1928) la Brescia – Bergamo (1931), la Milano – Torino (ampliamento, 1932), la Padova – Venezia (1933).
I lavori autostradali proseguirono incessanti negli anni ed il 4 Ottobre 1964 venne inaugurata l’Autostrada del Sole a doppia carreggiata e, dall’idea di Mario PAVESI si videro, poi, i primi AUTOGRILL autostradali.
Mario PAVESI, panettiere, alla fine degli anni ’50 creò uno spaccio di biscotti sulla Milano – Torino, a Novara: si svelò un’intuizione geniale … e milionaria. Anche perché, sull’onda del boom economico degli anni ’60, lo ingrandì parecchio, diventando così il proprietario del “primo” Autogrill d’Italia.
Si sviluppò, successivamente, su tutta la rete autostradale sempre in aumento: il primo grande autogrill PAVESI fu costruito nel 1959 a Fiorenzuola d’Arda, tra Piacenza e Parma, al quale seguirono altri “concorrenti”, come MOTTA ed ALEMAGNA, contribuendo alla costruzione degli Autogrill a ponte, sotto i quali ancor oggi sfrecciamo in auto, molto più veloci di allora.
Ed è probabilmente nell’Autogrill PAVESI di Fiorenzuola d’Arda che è stata acquistata questa confezione Bar (anno 1964, cinquantasette anni fa!), della quale ignoravo l’esistenza.
Ci sono cinque mignon che ho già nella mia collezione, ma l’ho acquistata proprio perché ritengo questa confezione parte importante del nostro collezionismo. Dà indicazioni storiche sul motivo, lo scopo, il momento industriale, che hanno contribuito alla circolazione, ai “ritrovamenti” ed al conseguente sviluppo della ricerca e raccolta costante del nostro … oggetto dei desideri: la MIGNON di liquore, per l’appunto.
La confezione (temporaneamente nella GALLERIA ANTIQUARIATO) è perfettamente integra e non penso ce ne siano molte altre in circolazione. Il liquore, ovvio, è leggermente calato, ma le etichette sono rimaste perfette.
Confezioni se ne trovano ancora, se ne sono sempre vendute, in autostrada, ma anche in questi Autogrill per un lungo periodo sono rimaste assenti dai banconi.
Quelle che c’erano prima, comunque, sono arrivate in tutta Europa!
Ora se ne vedono ancora ma … sempre poche.
Comunque in Autogrill si trovano a colpo sicuro; “fuori” è ancora difficile, ma le Aziende sono ancora prodighe di mignon e c’è da ben sperare per il futuro.
In effetti nella scia di questa geniale forma di commercio, altre ne seguirono.
Altre Aziende copiarono l’idea: piccole confezioni contenenti mignon cominciarono ad essere distribuite anche in negozi, ristoranti e bar lungo le strade statali, sulle quali il traffico cominciava ad essere sostenuto (l’autostrada è stata da sempre a pagamento) ed ecco quella della G.M.A. ( il PRONTOBAR “assaggiatemi e diverremo amici”) , della RAMAZZOTTI ( AUTOBAR RAMAZZOTTI ), della DRIOLI ( DRIOLI BAR ), COSTAGLIOLA ( CONFEZIONE BAR ), poi BONOLLO,LUXARDO e non so quante altre ce ne sono ancora in circolazione.
Le più recenti sono le confezioni della MORANDINI e della TORO
Certo, erano confezioni con costi alla portata di tutti.
Poco da vedere con le antiche confezioni di liquori, che erano bellissime ed, ora, introvabili, come il BAR MIGNON STOCK, oppure CORA ed ancora VLAHOV … ma avevano un preciso significato commerciale: essere alla portata di tutti ed ovviamente vendere tanto.
Erano gli anni del BOOM economico, che durò per tutto il decennio.
E lo fu anche per le mignon, che come ho già avuto modo di scrivere, venivano fabbricate da “tutti”, decretandone così il … letargo da inflazione.
Ma il mercato di ieri ci da la possibilità di continuare le ricerche oggi; anche per merito di quelle poche grosse Aziende, che hanno continuato, senza lunghe soste, a sostenere questo “piccolo” mercato e rinnovarne il ricordo.

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